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Cosa ci ha lasciato Vita Vera Mixtape: Aspettando "La Divina Commedia"?

di Tommaso Milanino
2020-06-13 15:47:56
Una settimana dopo l’uscita della prima parte di “Vita Vera Mixtape”, Tedua rende pubblici altri dieci pezzi volti a completare il progetto in uscita prima del tanto attesto album che si intitolerà, come annunciato dall’artista via Instagram, “La Divina Commedia”.

Non due parti distinte, bensì un unico prodotto musicale da consumare e assimilare piano, in modo da comprendere ogni sfaccettatura di una lirica e una musicalità che, all’interno della scena musicale attuale, costituiscono diamanti tra le pietre.

La vita di Mario e di nessun altro, come rivendicato già nella prima strofa del brano di apertura “La Story Infinita”, che vede la collaborazione di Massimo Pericolo. Rap grezzo, rime sputate per puro bisogno comunicativo e suoni tradizionali ma ben assemblati: tratti distintivi delle dieci tracce rilasciate venerdì.

Affidate quasi totalmente a Chris Nolan, le produzioni sono costruite su giri di accordi semplici senza ricorrere ad arrangiamenti acustici o elettronici particolari; tuttavia l’intento di tale elaborazione musicale appare ben definito: far capire all’ascoltatore che il rapper visto in “Orange County” può tornare e non scomparirà mai, in quanto il passato dell’artista è una componente fondamentale per delineare presente e futuro della sua carriera musicale, dei contenuti trattati e dell’attitudine nell’esporre pensieri e traumi di vita, oltre alle cicatrici rimediate negli anni.

Per quanto concerne i featuring inseriti, ogni cantante non sfigura all’interno della base dei brani e rappresenta il pezzo di un puzzle senza il quale l’intera struttura costruita rischierebbe di crollare; infatti, ascoltando attentamente, si nota come Paky, Massimo Pericolo, Tony Effe e gli altri colleghi presenti interpretino strofe e barre perfettamente in linea con il messaggio lanciato dai testi di riferimento. Tuttavia, proprio il rapper di “7 miliardi” ci ha colpito maggiormente all’interno del mixtape, sia per il flow ben incastrato nel beat di Nolan e Sick Luke che per il sodalizio artistico con Tedua, riassumibile nella frase “Voglio solo scrivere di ciò che vivo e vivere di ciò che scrivo”, la quale fa da comune denominatore all’essenza dei cantanti.

Ventidue estratti in cui il poeta del rap italiano racconta vari aspetti della vita con una profondità e una cultura di strada taglienti, dirette e incisive. Un semplice assaggio del potenziale dello scrittore, che troverà il modo per affermarsi definitivamente in occasione del terzo disco ufficiale.
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