Valentino tra intimità e caos
STYLE
10 Marzo 2025
Articolo di
Michela FrauValentino tra intimità e caos
Portare il caos da Valentino. Questo è l’intento dichiarato di Alessandro Michele, che per la sua seconda prova prêt-à-porter per la maison romana, riflette sull’intimità del momento della vestizione. Rito quotidiano che diventa strumento per esprimere il proprio io, con la moda che si fa teatro (o meta-teatro, come la definisce lo stilista), dove in scena va la nostra intimità. I vestiti sono quindi un ausilio -che paradossalmente- mette a nudo. Mai del tutto, però. Ed è da questa dicotomia tra il rivelare e il celare che parte Michele per la Fall/Winter 2025/26 di Valentino.
Non stupisce, quindi, la scelta della location: un gigantesco, labirintico bagno pubblico allestito nel cortile dell’Institut du Monde Arabe. Qui il Rosso Valentino scorre su pavimento e pareti. Sulle porte delle decine e decine di toilette, intervallate dai lavandini industriali, dalle quali escono i modelli, rivelandosi al mondo e abbandonando quel luogo di costruzione identitaria, custode di un incontro con la propria intimità.

E tra la musica techno, incalzante e carica delle vibes dei club notturni, va in scena il dialogo tra passato e presente. Tra l’heritage della maison, santuario di un’eleganza sopraffina fatta di fiocchi, pizzi e proporzioni, e la visione di Michele, che mescola, stravolge e investe gli abiti di un massimalismo eclettico, ma pur sempre rispettoso. «Valentino ha creato un immaginario assolutamente esatto, apollineo, una bellezza infrangibile. Io invece sono entrato dentro casa e ho sconvolto tutto, sono il dionisiaco», dichiara il designer, che alla fine dello show calca la passerella indossando una t-shirt che ben esprime questo concetto.
Ecco quindi il pizzo Chantilly, usato per collant o body che giocano sul concetto di apparente nudità. I fiocchi su camicie e cocktail dress. Ma anche sui cappotti, dove diventano elemento di chiusura che si poggia sui fianchi delle modelle. Le gonne con peplo e i pantaloni in lana pesante, ai cui piedi si possono scorgere le scarpe frutto della collaborazione con Vans. E poi i profili in pelliccia, i passamontagna aderenti e i tiranti, che tirano il volto offrendo una riflessione sull’uso della chirurgia estetica, artificio che dona l’illusione di una giovinezza cristallizzata, che pare così non cedere al passare del tempo.
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