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Lo “zip-tie ring” di Ambush scatena l'indignazione del web
2021-01-21 16:00:28
Ambush New Zip Tie Ring
Lavorare nell’ambito del fashion system non è di certo semplice, in particolare se ad altissimi livelli. Per riscuotere feedback positivi da parte della critica e del pubblico è necessario saper innovare, essere al passo coi tempi e proporre con continuità idee originali.
Ogni tanto, forse eccessivamente colti dalla smania di voler primeggiare in queste categorie, alcuni brand riescono a superare certi limiti diventati ormai consuetudini per la moda internazionale: specialmente nel campo degli accessori, dove solitamente si ha più libertà di scelta e si può sfogare tutta la propria vena creativa, assistiamo sempre con più frequenza alla presentazione di prodotti davvero molto stravaganti e inusuali.

Questo è dunque il caso di un nuovo accessorio rilasciato qualche giorno fa sul sito ufficiale di Ambush, ormai celebre maison nipponica fondata e gestita dalla designer Yoon Ahn. Nello specifico, si tratta fondamentalmente di un anello in ottone nero che riproduce la forma di un classico zip-tie regolabile, proprio come quello applicato su tutte le sneakers firmate Nike x Off-White. Il dettaglio che ha fatto scatenare l’indignazione del pubblico, pronto a puntare il dito nei confronti del fashion system, risiede però nel prezzo di questo prodotto: €290.

Ambush New Zip Tie Ring
Chiaramente si tratta di una cifra da capogiro per un item di questo tipo, quasi fuori mercato, ma ragionateci un po’ su: Andy Warhol diceva “Tutti gli scandali aiutano la pubblicità perché non esiste migliore pubblicità di quella cattiva”.

E se fosse invece tutta una trovata strategica per attirare ulteriormente l’attenzione del pubblico sul brand e sul prodotto? Se si fosse trattato di un anello normale, in vendita a un prezzo diverso, nessuno ne avrebbe parlato e per Ambush non ci sarebbe stato alcun tipo di vantaggio: in questo modo, invece, l’indignazione del web ha dato il via a una reazione a catena, che ha inevitabilmente spinto milioni di utenti a verificare in prima persona la veridicità di questa notizia, recandosi dunque sul sito del brand giapponese.

Potrebbe sembrare subdolo, ma questo episodio conferma la teoria di Warhol.
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