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Ecco qual è il gioiello più costoso di sempre firmato Tiffany & Co.
2021-11-24 12:24:22
Tiffany & Co. Worldu2019s Fair Necklace
Pensare all’universo Tiffany & Co. è come entrare in un mondo parallelo: la porta di ingresso è la Fifth Avenue di Manhattan, camminiamo tra corridoi dove si respira l’atmosfera di un’intramontabile eleganza, cullati dalle note di Moon River. Quel colore magico e delicato, realmente unico nelle sue sfumature (no, non è né verde né azzurro, è un Pantone PMS 1837, anno di fondazione della gioielleria) ci trasmette luce e amore, consolandoci con il fatto che “i diamanti prima dei quaranta fanno volgare”.

Siamo sicuri però che neanche i falsi alibi di Holly Golightly avrebbero resistito all’ultima creazione della maison di alta gioielleria, che nei giorni scorsi ha svelato a Dubai, durante la quarta tappa dell’evento Blue Book (la collezione annuale di gioielli Tiffany nata nel 1845) il suo diamante più costoso di sempre. Il collier, che può trasformarsi anche in un anello, è il World’s Fair Necklace e il prezzo ufficiale non è stato ancora svelato, anche se gli esperti avrebbero stimato il suo valore intorno ai 20 e i 30 milioni di dollari.


Tiffany & Co. World’s Fair NecklaceTiffany & Co. World’s Fair Necklace

Il design di questo gioiello trova ispirazione da eventi passati: la Chief Gemologist di Tiffany, Victoria Reynold, ritrovò casualmente un vecchio bozzetto che poi riutilizzò per lavorare su un diamante da 80 carati reinventando l’antico collier della World's Fair, l’Esposizione Universale del 1939 che si tenne nel Queens di New York. In quell’occasione Tiffany allestì un’esposizione che aveva come protagonista un collier con 429 diamanti, con una pietra acquamarina da 200 carati incastonata, a quel tempo valutato circa 28mila dollari, che oggi varrebbe circa 557mila.

La re-edition del collier è di colore D (il grado più alto di colore, cioè totale assenza di colore e bianco estremamente intenso) e ha un grado di purezza IF (che significa internamente perfetto e puro al 100%) e sarebbe la seconda creazione più preziosa della gioielleria americana dopo il “Tiffany Diamond”, indossato da Beyoncè per la nuova campagna pubblicitaria “About Love”, considerato inestimabile e per questo invendibile.


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Il nuovo collier ha 578 diamanti, di cui 353 brillanti rotondi e 224 pietre baguette tagliate su misura, incluso anche il diamante da 80 carati denominato “Empire Diamond”. Sappiamo che Tiffany accetta di lavorare solo lo 0.04% dei diamanti destinati alla gioielleria mondiale, e ha parametri estremamente rigidi sulle 4C (Carat, Clarity, Color e Cut) degli standard dei brillanti accettati a livello mondiale. Dallo scorso anno poi, Tiffany ha reso possibile la tracciabilità dei suoi diamanti a partire da 0.18 carati, una sorta di carta di identità del proprio gioiello: sappiamo che l’Empire Diamond è stato estratto in Botswana, Africa, tagliato e lucidato in Israele e incastonato nel laboratorio della gioielleria a New York.

Il World’s Fair Necklace, dicevamo, può convertirsi anche in un anello estraendolo e rimontandolo con cura svitando alcuni elementi intorno alla pietra: non un lavoro fai da te per intenderci, per questo il brand metterà a disposizione dell’acquirente un servizio di assistenza a vita, con la speranza che poi possa rendere il collier disponibile per eventuali mostre della storica gioielleria.
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