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“Persona” è il disco più venduto del 2020 in Italia
2021-01-09 14:01:19
Marracash
Dopo l'assoluto successo riscosso in seguito alla sua pubblicazione, il terremoto scatenato da Marracash con “Persona” continua a generare risultati straordinari: come annunciato dalla FIMI alcuni giorni fa, appartiene infatti a questo disco anche il titolo di album più venduto in Italia nel 2020. Leggendo la notizia, il fatto che il progetto risalga in realtà al 2019 rende la statistica ancora più eclatante: un risultato che sembra smentire chi critica un mercato musicale sempre più consumista, fulmineo, che tende a dimenticare in fretta anche i suoi prodotti più importanti. Come ha fatto “Persona” a resistere alle stagioni, alle nuove uscite e alla spietata concorrenza dei colleghi? Abbiamo pensato di analizzare la questione attribuendo a questo incredibile risultato due fattori: uno incentrato sul diretto riscontro ottenuto sul pubblico e uno più collegato al contesto tecnico.

persona cover marracash
Non è un segreto che gli ascoltatori, il settore e la critica abbiano acclamato l'album sin dalla sua uscita, creando una prima fondamentale diffusione a macchia d'olio che ha fatto leva sui gusti personali. Il percorso artistico che ha dato vita al disco, così sofferto e così studiato, ha generato una spontanea curiosità, predisponendo il pubblico ad assistere all'opera con occhi più attenti del solito. Considerati gli svariati anni d’attesa, inoltre, per molti neofiti del rap italiano “Persona” ha rappresentato anche il primo approccio alla carriera di Marracash: molti millennials hanno vissuto per la prima volta attivamente una sua uscita, dopo averle ripescate a posteriori. I più giovani ascoltatori, impossibilitati per motivi anagrafici, si sono infatti approcciati con particolare interesse a questa “prima volta”; compresa l'imponenza del tutto, la fiducia nei confronti di questo nuovo mondo è venuta da sè. A questi si aggiungono i tanti fedelissimi che con Marracash e l'intero mondo Dogo Gang, invece, ci sono cresciuti e che in seguito all'uscita di “Status”, avvenuta nel 2015, non aspettavano altro che assistere a un nuovo capitolo musicale della storia dell'artista: un evento atteso da anni per cui era doveroso il sostegno delle grandi occasioni. Ultimi ma assolutamente non per importanza sono infine i vari ascoltatori occasionali, che hanno particolarmente apprezzato gli episodi più pop del disco, in costante rotazione radiofonica. Unite, queste varie tipologie hanno regalato a un'opera dalle idee introspettive ben quattro dischi di platino e quattro date sold out al Forum di Milano: un calore numerico senza precedenti nella carriera di Marracash, tutt'altro che scontato.

La risposta del pubblico è stata controllata da un hype meno distruttivo del solito, probabilmente condizionato da una campagna marketing molto meno invasiva rispetto a tutte le altre uscite, salvandosi da quella voracità che fa dimenticare dei prodotti dopo poche settimane e che solitamente porta a numeri distanti e difficilmente affidabili: qui la risposta fisica e duratura del pubblico è data dalla qualità preliminare del tutto, in cui si ritrovano le diverse categorie di ascoltatori interessati. Un sentito attaccamento che ha portato chi ascolta a legarsi al prodotto per più tempo del solito.

marracash
Va sottolineato inoltre come Marracash sia riuscito a trovare il metodo perfetto per rinfrescare ulteriormente i dati di vendita del disco, di base già molto importanti. Le due tracce pubblicate quest'anno, poi aggiunte alla precedente tracklist, “Sport RMX” e ancora di più “Neon”, hanno contribuito a questo specifico risultato in maniera decisiva: quest'ultima in particolare, realizzata in collaborazione con Elisa, è anche una delle tracce più trasmesse dell'anno a livello radiofonico. Una mossa questa, diversa dalla semplice repack/deluxe, meno dispendiosa ma forse più efficace e redditizia. Banalmente se anche la maggioranza del pubblico si fosse focalizzata su queste tracce, il singolo ascolto avrebbe portato un ritorno per l'intero album: situazione questa agevolata dal meccanismo di conteggio delle varie piattaforme streaming che amplifica i risultati del progetto nella sua interezza. Coperto per intero l'anno contro ai soli due mesi di vendite del 2019, “Persona” ha così potuto estendere il suo raggio d'azione e superare tutti gli album del 2020. Ci aggiungiamo il fortunato riscontro di streaming che hanno portato alcuni singoli in particolare, come “Bravi A Cadere” o “Crudelia”, a crearsi un'insperata base di nuovi ascoltatori. Non per questo è un disco che si regge sui suoi momenti più popolari: anche quelli di maggiore anarchia sono certificati a dovere. Da notare inoltre come l'uscita dei prodotti nel mese di novembre sia ricorrente per molti top del settore, non ultimo Sfera con “Famoso” come Salmo e tha Supreme negli scorsi anni. Non proprio una casualità: trovandosi a cavallo tra due mercati, quello dell'anno che sta terminando e quello dell'anno nuovo, il prodotto si diluisce su un maggior numero di stagioni.

Tornando al Re della Barona, il caso “Persona” è ancora più significativo se si pensa all'intricato concept che gli gira dietro e alla sua caratura artistica non indifferente. Il vero punto di forza è proprio la sua capacità di avere svariati piani di lettura: l'ascoltatore può quindi scegliere se fermarsi alla superficie o cogliere tutti gli spunti dell'intenso discorso introspettivo dell'autore. Questo sottile meccanismo è il realtà anch'esso di fondamentale importanza nella fortuna del disco.

Sottolineato questo, anche gli altri nomi che dominano la lista dimostrano quanto l'industria musicale sia sempre più influenzata dal rap italiano, rivelandosi ancora una volta la nuova pietra angolare delle classifiche. Un'altra soddisfazione per tutto il movimento, che ha il piacere di festeggiare con uno dei suoi prodotti di maggiore qualità.
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