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Nike sta lavorando per intensificare le misure anti-bot
2021-03-10 22:04:26
Nike wood
Il colosso statunitense Nike nel corso delle ultime settimane sta affrontando una vera e propria bufera per via dello scandalo sollevato recentemente dalle dimissioni dell’ex vice-presidente della divisione North America a causa del conflitto d’interessi familiare.

A tal proposito, il CEO di Nike John Donahoe ha parlato ieri con il personale dell'azienda in una riunione interna per affrontare le sfiducia che gli acquirenti hanno espresso con riferimento ai drop dello Swoosh. L'incontro è avvenuto in risposta al clamore suscitato dopo un articolo del 25 febbraio pubblicato da Bloomberg Businessweek, in cui è stato rivelato che uno tra i più prolifici reseller internazionali sarebbe proprio il figlio della dirigente Nike di lunga data.


La storia ha visto emergere la colpevolezza della famiglia Hebert e in particolar modo del giovane Joe Hebert, la cui attività West Coast Streetwear è stata in grado di realizzare decine di migliaia di dollari di profitti ottenuti grazie a diverse sneaker release. Joe ha affermato di aver usufruito di bot per acquistare la maggior parte del suo inventario e ha dichiarato a Bloomberg che sua madre non era coinvolta nei suoi affari. Tuttavia, il giovane avrebbe usato la carta di credito aziendale del genitore per fare i maggiori acquisti.

La storia ha naturalmente suscitato speculazioni su come le connessioni di Joe Hebert abbiano giovato alla sua attività, alimentando la frustrazione per i lanci delle sneakers firmate Nike nei consumatori.

Durante l'incontro di ieri, Heidi O'Neill, presidente di Nike, ha inoltre ribadito che Ann Hebert non ha infranto la politica aziendale. Ma la sua colpa risiede nel non aver continuato a fornire a Nike informazioni sufficienti man mano che l’attività del figlio cresceva.

Donahoe ha poi affermato che il marchio aggiornerà le sue politiche per i dipendenti e per i loro familiari, sottolineando che Nike ha lavorato per anni sulla tecnologia per contrastare i bot, ma la società deve intensificare i propri sforzi per mettere fine a questa enorme piaga che da anni colpisce il collezionismo a livello globale, alimentando lo sconfinato universo del reselling. L'intento dell'azienda resta dunque quello di riuscire a offrire agli utenti più possibilità di acquisto, andando a limitare chiunque utilizzi automatismi per trarre vantaggio negli ordini online.
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