Mecna
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Mecna ci racconta il suo nuovo album “Mentre Nessuno Guarda”

di Antonino Provenzano
2020-11-01 12:07:40
Oggi abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Corrado Grilli, in arte Mecna, l'artista che negli ultimi dieci anni, grazie alla sua musica introspettiva, personale e romantica è riuscito a raccontare all'interno dei propri dischi le vicissitudini di una generazione intera.

Il suo ultimo progetto discografico per Island Records, uscito il 16 Ottobre, a distanza di un anno esatto dal precedente album prodotto da Sick Luke, è intitolato “Mentre Nessuno Guarda” ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming.

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“Mentre Nessuno Guarda” Da mezzanotte fuori ovunque

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Ciao Mecna, innanzitutto ci teniamo a ringraziarti per il tempo che hai deciso di concederci. Oltre ad essere un grande cantautore, sei uno dei più interessanti graphic designer attivi nel panorama italiano, un punto di riferimento per molti artisti, che decidono di affidarsi al tuo talento per la cura delle cover dei loro progetti musicali. Sei riuscito a lavorare per nomi importantissimi, anche oltreoceano, ma penso che l’aspetto più curioso sia la possibilità di essere grafici di se stessi. Come ha avuto inizio la creazione della copertina del tuo nuovo album “Mentre Nessuno Guarda”? Hai voluto fotografare un periodo particolare della tua vita?

Ciao ragazzi! La copertina non vuole nello specifico fotografare un periodo particolare della mia vita, ma rappresenta l’espressione del titolo “Mentre Nessuno guarda”. In quei momenti siamo vulnerabili, deboli, dunque ho voluto mettere in copertina me stesso che piange simbolicamente.
Volevo rimarcare il fatto che la musica è intima; io mentre nessuno guarda sono come davanti al pubblico, perché sono al 100% me stesso.

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Nell’outro di “Coltello nel burro” hai lasciato che Fabri Fibra ti facesse notare come l’inverno sia ormai giunto alle porte.
Hai sempre sottolineato nei tuoi brani e non solo, come la stagione più fredda rappresenti il tuo periodo preferito dell’anno. Visto che il focus principale del nostro magazine è rappresentato dall'universo della moda, e più nello specifico dal mondo dello streetwear, ti andrebbe di dare qualche consiglio ai lettori di SOLDOUTSERVICE in merito ai capi invernali che ritieni immancabili nel tuo guardaroba?


Sicuramente negli ultimi anni un capo che non può mancare all'interno dei miei outfit è stato l'Half Zip di Patagonia. Amo questa tipologia di felpe/pile, quindi le ritengo davvero un must-have per il guardaroba invernale.


“Farai fatica a camminare come quando un paio di Vans nuove ti spaccano dietro il tallone” questa è la frase che chiude uno dei tuoi brani più iconici, parliamo ovviamente di “31/08”. Ma nella tua sneaker rotation, c’è anche spazio per le Vans? Ti andrebbe di parlarci delle scarpe che ritieni più comode e di tuo gradimento?

Il brano è molto vecchio, a quei tempi utilizzavo molto di più le Vans, ad oggi continuo ad avere le classiche Old Skool. Ultimamente sto usando parecchio le sneakers Rebook, che trovo molto comode. Le mie preferite sono sicuramente le Rebook Trail Shadow.

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Il primo capo del tuo nuovo merchandising dedicato a “Mentre Nessuno Guarda”, venduto in edizione limitata con l'acquisto di alcune copie del disco, è andato sold out in tempi brevissimi. Sicuramente il merito è quello di essere riuscito a creare una sintesi perfetta tra cultura urban e accessibilità, mantenendo forti riferimenti alla tua musica, con prodotti attraenti per il target dei tuoi fan e non solo. Vuoi raccontarci il processo creativo che sta dietro alla realizzazione del tuo merchandising? Quanto sei coinvolto in questo progetto? E soprattutto, ci sono novità in arrivo? 

Mi impegno sempre tantissimo nella progettazione del merchandising, mi piace molto che la gente indossi qualcosa che richiami direttamente la mia musica. Ho fatto crescere sempre più il concetto di merch in relazione ai concerti e ai tour, fino a che non è riuscito a prendere piede, e ora i capi sono davvero molto richiesti. Per quanto riguarda il merchandising di “Mentre Nessuno Guarda”, che non ha ancora debuttato ufficialmente, è stata resa disponibile solo una felpa in esclusiva con l’acquisto del disco fisico, ma era si è stratto semplicemente di una piccola introduzione. Sul mio sito sono in vendita i body del video “Tutto Ok” in collaborazione con Fantabody, e in futuro sicuramente arriveranno molte altre novità. Il merch voglio che rappresenti molto il disco, almeno inizialmente: i colori e le scritte devono essere associabili alla copertina, in un secondo momento mi piace anche spaziare e fare quello che mi suggerisce la mia fantasia.

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“Demoni” il brano che fa da introduzione al tuo nuovo disco, sembra mettere le basi sulle tracce che ci saranno dopo. Parli del dilemma di una società egoista, all'interno della quale nessuno ti regala mai nulla, ma anzi, cerca di buttarti giù: “Quasi nessuno ti regala niente, anzi vuole tagliarti via?”. Ribadisci che “qui niente è come lo voglio io”, e la domanda sorge dunque spontanea: come vorresti che fosse? Cosa consiglieresti ai nostri lettori più giovani per non farsi “tagliare via” continuando a portare avanti le proprie ambizioni?

Si, “Demoni” è un brano a cui tengo particolarmente. È stato il primo pezzo dell’album che ho scritto in realtà, si allaccia a livello di senso con “Pratica”.
Non so come si faccia a non farsi “tagliare via”. Sicuramente il mio metodo, che non risolve il problema, è quello di fare le cose che vuoi e come vuoi, perchè solamente avendo la propria originalità e mettendo se stessi in ciò che si fa, si può essere soddisfatti; e se i risultati arrivano anche gli occhi degli altri ti guarderanno come vorresti essere guardato.

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Secondo la mia più umile opinione, “Mentre nessuno guarda” è il progetto in cui hai raggiunto una maturità stilistica e sonora inseguita da tempo: ci hai abituato ad ascoltare un rap molto intimo e romantico, rivoluzionando in Italia il concetto vero e proprio di “rapper”. Ma in un progetto tanto personale, come fai a scegliere gli artisti con cui collaborare? E perchè la scelta è ricaduta proprio su nomi di spicco come Guè Pequeno, Ernia, Madame, Frah Quintale e Izi? 

È un progetto personale come lo sono stati tutti i miei dischi, sono contento che stia venendo apprezzato perché è un po’ il filo conduttore della mia carriera fare questo tipo di canzoni e di dischi. Le collaborazioni le scelgo sempre partendo da quello che mi piace ovviamente, sono tutti artisti che stimo e che hanno un’affinità molto forte con il mio mondo. Ci sono alcuni come Guè e Ernia che sicuramente fanno anche altro, non li associ subito alla mia musica, ma se scavi nei loro dischi ci sono delle cose molto simili a quello che faccio io. Madame, Izi e Frah magari sono invece più associabili.



Mentre ascoltavo il brano “Così Forte” c’è stato un momento in cui mi sono fatto prendere dalla nostalgia. Mi riferisco alla citazione di “Quando Un Giorno Tornerai” del duo palermitano “Stokka e Madbuddy” della crew “Unlimited Struggle”, che negli anni, insieme alla “Blue Nox“, ha scritto pagine di storia dell’hip-hop italiano. Se tu potessi tornare indietro nel tempo, che cosa diresti al Mecna del passato? C’è qualcosa che cambieresti del tuo percorso artistico? Faresti sempre le stesse scelte?

Se potessi tornare indietro nel tempo non cambierei nulla perché secondo me ho fatto tutto bene. Parlando di “Blue Nox“ e “Unlimited Struggle” tornando indietro sarebbe bello che venisse riconosciuto a quel momento storico molto di più di quello che è stato e non parlo solo di me, parlo di tutto quel movimento che c’era perché eravamo davvero gli unici in quel momento a provare a portare qualcosa di diverso e non parlo solo di musica. Noi con "Blue Nox“ e anche con “Unlimited Struggle” in una maniera leggermente diversa, avevamo aperto un blog in cui parlavamo di arte, architettura, di musica e sneakers quando ancora nessuno lo faceva. Quella è una cosa che non viene ricordata abbastanza, anche se tutti insieme eravamo riusciti a costruire qualcosa di concreto. Purtroppo poi il progetto si è dissolto, anche perché eravamo tanti e ognuno ha preso la sua strada; però secondo me è stato un momento magico, che non ha riscosso il successo e attirato le attenzioni che invece avrebbe meritato.

Ringraziamo Mecna per averci concesso questa piacevole chiacchierata, e cogliamo l'occasione per invitarvi ad ascoltare, qualora non lo avesta ancora fatto, il suo nuovo progetto “Mentre Nessuno Guarda”.
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