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Logo evolution: come sono cambiati negli anni i loghi dei brand più famosi
2021-11-28 13:56:30
Per riuscire a sbaragliare la concorrenza e affermarsi nel complicatissimo panorama della fashion industry non è importante solo produrre capi di qualità e di tendenza, ma saper anche sfruttare al meglio tutte le risorse che vengono messe a disposizione dal settore dell’advertising e della comunicazione. Nel corso degli ultimi anni alcuni tra i marchi più rinomati a livello internazionale hanno infatti dovuto sottoporsi a un profondo processo di rinnovamento per esigenze comunicative e d’immagine, cercando di soddisfare quanto più possibile le esigenze dei consumatori e rimanere al passo coi tempi.
Col senno di poi, la storia ci ha insegnato dunque che solamente coloro che hanno saputo mettersi in discussione e anticipare le tendenze sono riusciti a costruire un progetto valido e duraturo nel tempo, oltre che riconosciuto in tutto il mondo.

A tal proposito, è interessante sottolineare come gran parte di questo processo evolutivo abbia riguardato nel corso degli anni soprattutto la composizione dei loghi, oggetto di una profonda metamorfosi rispetto alla loro variante originale. Abbiamo deciso quindi di selezionare alcune delle logo evolution più emblematiche degli ultimi anni, analizzando in che misura l’immagine di un brand possa effettivamente beneficiare di questo cambiamento.

 

Nike


Il famoso “Swoosh” è probabilmente uno dei loghi più semplici e di maggiore effetto che esistano sul mercato: al giorno d’oggi è quasi impossibile che qualcuno non lo associ immediatamente al colosso di Beaverton. Quello che tutti non sanno tuttavia è che inizialmente il brand nacque con il nome di “Blue Ribbon Sports” e quindi nel 1964 il logo era una semplice sequenza delle tre lettere iniziali (“BRS”). A partire dal 1971 per opera di Carolyn Davidson nacque poi il primo Swoosh firmato Nike, perfezionato nel corso degli anni fino alla versione attuale.

 

PUMA


Anche il brand tedesco fondato nel 1948 da Rudolf Dassler inizialmente aveva un altro nome, frutto di un gioco di parole tra le iniziali del founder: “RUDA”. Solo qualche tempo dopo, ispirato dalla velocità e dalla forza di questi animali, Dassler decise di sostituirlo con l’attuale “PUMA”, scegliendo come primo logo una versione stilizzata dell’ormai iconico “flying cat”. Anche quest’ultimo ha subito diverse trasformazioni nel corso del tempo, proposto inizialmente in combo con il nome del brand e poi in una versione gradualmente più essenziale.

 

Lacoste


L’iconico coccodrillo del brand francese fu scelto per la prima volta come simbolo nel 1926, quando venne applicato su una polo da tennis e rimase invariato per quasi 40 anni. Dal 1984 a oggi il logo ha subito poi un forte processo di semplificazione, assumendo una forma più minimal ma mantenendo intatta la propria silhouette.

 

Moncler


Il brand di origini francesi decise di adottare la grafica tuttora in uso nel 1960, quando venne nominato fornitore ufficiale della squadra olimpica nazionale di sci. Il logo è una “M” stilizzata nelle tonalità del blu e del rosso su sfondo bianco (come il tricolore francese) e riproduce l’immagine astratta di un galletto, animale simbolo per i transalpini. Nel corso degli anni il logo ha subito diversi aggiornamenti, venendo spesso rivisitato anche solamente per una collaborazione particolare.

 

Gucci


Lo storico marchio fiorentino ha sottoposto più volte il proprio logo a un restyling per venire incontro alle esigenze comunicative del mercato. Nel 1922 quest’ultimo era semplicemente costituito da una versione stilizzata della firma di Guccio Gucci, che nel 1955 venne sostituita dall’immagine di un cavaliere araldico e infine dall’iconico monogram a “Doppia G” disegnato per la prima volta da Aldo Gucci nel 1960.

 
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