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Lil Nas X, nato nella viralità
2021-10-11 12:07:59
Lil Nas X
Lil Nas X è una delle prime superstar nate “digitalmente”. Ha sette mesi meno di Google. Quando Facebook è stato lanciato, aveva quattro anni. Quando è stato lanciato l'iPhone, aveva otto anni. È diventato maggiorenne online, fluente nella cultura digitale. Lil Nas X incarna la Generazione Z nella sua trasandatezza, nella sua scioltezza nella cultura di Internet e nella sua espressione di sé impenitente. Questo dovrebbe bastare a spiegare come mai è così bravo a essere costantemente virale, che sia con un videoclip che con una scarpa “satanista”. Ed è tutto estremamente studiato. Ha sempre avuto un istinto naturale per quali contenuti sarebbero diventati virali.

Lil Nas X
La scorsa settimana il suo primo album “MONTERO” è stato al numero 2 della classifica di Billboard, capace di andare davanti a Drake e Kanye West. Ma partiamo dalle origini. Prima di dedicarsi alla musica, ha gestito un account meme su Twitter con 30mila follower e uno dei più grandi fan account di Nicki Minaj. Poi un giorno a 19 anni decise di scrivere una canzone. Comprò il beat di “Old Town Road” per 30 dollari su BeatStar (si, avete letto bene). Scrisse la canzone mischiando country e rap secondo canoni specifici per la longevità sul web, per esempio la lunghezza sotto i 2 minuti e andò lui stesso su Reddit a lanciare un thread chiedendo il titolo della canzone che diceva “Take my horse to the old town road”. Nel 2018 non era ancora consuetudine individuare le canzoni dalle lyrics su TikTok e questo fa capire quanto fosse avanti. La canzone intanto scalava le classifiche, ma Billboard la rimosse dalla categoria country. Così fece un Remix assieme a Billy Ray Cirus, il più grande cantante country, e andò in testa alla classifica restandoci per 19 settimane. Sembra tutto perfettamente studiato, no?

Lil Nas X
Nel 2020 tutti si sarebbero aspettati il primo album, invece Nas ha pazientemente aspettato, ma trovando sempre nuovi modi per restare virale. Il video "MONTERO (Call Me By Your Name)" è stato realizzato per far notevolmente arrabbiare la Chiesa, con lui che interpreta Eva nel Giardino dell’Eden finendo per uccidere Satana e prendersi la corona (non prima di una lap dance per lui). Non da meno la vicenda delle “Satan Shoes” realizzate in collaborazione con MSCHF (oltre ai riferimenti al 666 e Luca 10:18 si diceva anche contenessero una goccia di vero sangue umano) che gli è valsa una causa con Nike. Lil Nas ha alimentato tutto pubblicando un video intitolato “Lil Nas si scusa per Satan Shoes”: inizia con l'aspetto del classico mea culpa da YouTuber, ma invece ribatte in faccia la scena della lapdance con Satana “Call Me By Your Name". 8 milioni di visualizzazioni.


In quanto nero e omosessuale ha attirato su di sé tanta bigotteria e odio, ma lui ha voluto navigare in quelle acque: Il video di “Industry Baby” con tanto twerk, il bacio a un suo ballerino ai BETA, le conseguenti critiche omofobe di altri rapper. Il rapper ha usato la sua piattaforma, la sua abilità artistica e la sua musica per infrangere le norme e smuovere le acque in termini di rappresentazione LGBTQ+. E poi si arriva finalmente alla promozione di “MONTERO”. Prima il troll a Drake per l’annuncio dell’album mostrandosi col pancione, poi quello a Da Baby nel video di lancio. E i cartelloni pubblicitari che chiedevano "Odi Lil Nas X?”,”Gay?",“Ti manca la vera America!?”per poi invitare ad andare sul link di pre-ordine del disco. Dall'uscita dell'album, Nas è stato costantemente impegnato come non mai online, creando meme, lanciando alley-oops ai marchi per capitalizzare il momento di "MONTERO“ e interagendo con i fan ardenti che lo hanno reso un successo così singolare. Anche perché una delle chiavi del suo successo è anche la vulnerabilità che esprime nei suoi testi e messa in mostra nel video di ”THATS WHAT I WANT". Tutto in perfetto stile Gen Z.


Per molti giovani artisti il caso e la fortuna di trovarsi nel posto giusto fa la differenza. Nel suo caso non c’è niente di casuale. Lil Nas X è internet nel suo splendore, l’arte del creare content, l’essere cresciuti online, l'incarnazione di una generazione. Al punto che qualsiasi cosa pensiate di lui o della sua musica difficilmente eviterete di ascoltare “MONTERO”.
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