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Le nuove regole di stile nel gaming, tra luxury e streetwear
2021-02-07 12:22:02
power gamer
Quello del gaming è un settore che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita esponenziale. All’aumentare dell’audience di piattaforme come Twitch, Mixer e YouTube, si è moltiplicata anche la popolarità dei giocatori delle migliori squadre di eSport e di eGame. I gamer hanno cambiato skin e, di conseguenza, strategia di gioco. Accantonate le anonime T-shirt oversize e le tute di felpa grigio melange insieme alle scatole della prima, ormai inutilizzabile, PlayStation, i protagonisti del medium d'intrattenimento guadagnano milioni di fashion score e interagiscono sempre più spesso con i marchi di moda. Il loro stile è diventato un mix tra luxury e streetwear, ricco di riferimenti ai codici estetici dei videogame e al mondo del cosplay, ma anche alla kawaii culture giapponese. 

Cuffie dal design geometrico e luci neon colorate, tastiere che spuntano dagli zaini e ogni altro tipo di controller abbinato: sono queste le skill di base dell’outfit del gamer moderno. Oggi, nell’endgame della popolarità, i migliori giocatori hanno abbandonato i vecchi look per iniziare a vestire adidas e Jordan Brand, ma anche Palm Angels, Gucci e Louis Vuitton. Da sempre il mondo videoludico è popolato da accessori sgargianti e forme curiose che ricordano ambientazioni e personaggi nell’intento di attirare nuovi giovani (e piccoli) utenti. I capelli sono spesso tinti acqua marina, porpora o rosso fuoco, per attrarre gli spettatori con colori fantastici. In questo senso, il cosplay ha un ruolo fondamentale e rimanda direttamente al livello estetico degli anime giapponesi; sono codici stilistici ancora in gioco nelle sponsorizzazioni delle maison di lusso, nelle capsule con i brand di sportswear e di athleisurewear e con le stesse eSport league, nei merchandising dei rapper-gamer e nelle collaborazioni con i brand di streetwear. La combinazione di queste operazioni di marketing ha impostato delle nuove skin di stile per i gamer e gli streamer, che si muovono in perfetto equilibrio tra coinvolgimento dei fan e desiderio aspirazionale.

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In Italia, il primo nome è senza dubbio quello di Pow3r: oltre che conosciutissimo pro-gamer e streamer, negli ultimi anni Giorgio Calandrelli è diventato anche un vero e proprio influencer, impegnato in collaborazioni con svariati brand. A seguire, si posizionano IlMasseo con la sua ossessione per Rick Owens e Zano con i suoi infiniti merch, ma anche Dagnolf, Prinsipe e FaviJ, con meno frequenti incursioni di CiccioGamer e Marza. Sui monitor di tutto il mondo, però, c’è solo un nickname: si tratta di Ninja, il gamer più famoso e più pagato di sempre, che, insieme a Tfue, partecipa allo stesso gioco di stile, ma con un’attitude e un merchandising tutto americano.

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Oggi, siamo reduci dalla presentazione interattiva di Balenciaga “Afterworld: The Age of Tomorrow” e dalla diretta streaming su Twitch della collezione Autunno-Inverno 2021 di Dior. Tutto è iniziato quando Louis Vuitton ha collaborato con League of Legends sotto la guida di Nicolas Ghesquière per una capsule collection e poi ha lanciato il gioco “Endless Runner” ispirato alla collezione Autunno-Inverno 2019 disegnata da Virgil Abloh. Nel frattempo, Moschino e Valentino entravano nei mondi di The Sims e Animal Crossing, mentre Gucci introduceva nella sua app l’ ”Arcade” e Burberry creava il primo videogame online intitolato “B Bounce”
 
Al livello successivo, i gamer hanno intrapreso la loro missione social equipaggiati delle divise surreali di Gucci per Tennis Clash, dell’orologio subacqueo nato dall’incontro tra la stessa maison fiorentina e il team di eSport Fnatic; delle cuffie di HypeX e delle tastiere Ducky One 2 Mini sponsorizzate da Tfue; dei Night Joggers di Ninja e adidas; di qualsiasi cosa firmata Yokoipro, il primo brand di sportswear interamente dedicato al mondo del gaming. 
 
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La fusione di pixel e streetwear è un’evoluzione che ha come obiettivo finale la conquista del territorio dei Millenials e della Generazione Z, audience che, ad oggi, non rappresenta la maggior parte dei consumatori del fashion industry, ma che, secondo le statistiche e le previsioni, lo diventerà dal 2025. Così, gaming e moda si incontrano - su Twitch e su Youtube - sulla strada di un investimento a lungo termine, mentre riscrivono le regole dello stile dei gamer.
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