Iscriviti alla newsletter
ABOUT US
CONTATTI
STYLE
Il segno del reselling nel 2021
2021-02-20 21:38:09
Per ogni persona che crede nell’oroscopo esistono sempre più appassionati di Generazione Z che credono, piuttosto che nelle influenze dell’allineamento dei pianeti, nella congiunzione astrale di drop esclusivi, sold out istantanei e prezzi di mercato secondario. 
 
Come in una costellazione, l’unione di questi elementi dà forma al fenomeno del reselling, il modello di business basato sulla pratica di acquistare item disponibili in quantità limitate, per poi rivenderli ad un prezzo superiore rispetto a quello riportato sul cartellino originale di vendita. 
 
Oggi il reselling si è ormai affermato come uno dei settori più importanti del mercato globale e, secondo le ultime previsioni Global Data, nel 2024 raggiungerà un valore complessivo di 64 miliardi di dollari; pertanto, è necessario fare il punto della situazione, tra procedure di autentificazione e codici di tracciamento, figure più o meno professionali e piattaforme online coinvolte, incursioni di un interesse mainstream e discussioni sull’iper-produzione. 


Come ogni regolare acquirente e reseller - amatoriale e non, ma su questo ci torniamo dopo – saprà, il posizionamento di un prodotto rilasciato inizialmente attraverso un drop sul mercato secondario dipende da una condizione di esclusività, data, per esempio, da un paio di sneakers rilasciate in edizione limitata, e dalla conseguente desiderabilità di un prodotto, suggerita dal sold out raggiunto in pochi minuti. 
 
Gli attori del resell sono aumentati negli ultimi anni, ma ai drop e alle operazioni non partecipano più solo professionisti preparati a vivere sul pianeta insidioso dei marketplace online specializzati. 

Sulle piattaforme di rivendita, sono comparsi reseller e collezionisti improvvisati, mossi solo dalla diffusione di un interesse mainstream per l’universo dello streetwear. I siti di reselling, nel 2020, hanno registrato un vertiginoso aumento del numero di acquirenti a livello globale, e, in particolare, i rivenditori non statunitensi sono sorprendentemente raddoppiati. A causa dell’espansione del sistema, il 2021 sarà un anno di ampliamento generale dell’offerta – con l’introduzione di nuove tipologie di prodotto, come l’elettronica di consumo - e modernizzazione delle procedure di autentificazione e passaggio di proprietà. 


Considerando l’ascendente delle subculture sul reselling, la partecipazione inconsapevole, orientata solo dalle tendenze del momento, va a discapito di rivenditori appassionati e buyer professionisti che agiscono nel mondo finanziario del mercato secondario guidati da un reale senso di appartenenza ai valori di un immaginario culturale come quello della sneakers culture. 
 
Componente culturale ed economica coesistono; tuttavia, marchi come Jordan Brand, New Balance e YEEZY, o come Off-White, che in poco tempo è diventato il brand più desiderato d’Italia, ottengono guadagni impareggiabili dalle release esclusive. È per questo che, fatta eccezione per iniziative isolate, come quelle delle Air Jordan 1 “NOT FOR RESALE” e “FEARLESS”, i brand continuano a proporre sempre più frequenti drop di prodotti limited-edition, quasi incuranti del sense of belonging e dell’urgenza di procedure più regolamentate e consapevoli.


Nel 2020, la pandemia ha incentivato notevolmente la riflessione sull’importanza del second-hand, mentre l’intero settore del footwear ha subito perdite finanziarie importanti. Il reselling di streetwear, potenza economica uguale e contraria di resale, ha continuato ad orbitare in un universo alimentato da richieste inarrestabili e prezzi maggiorati. Ma è possibile affermare che anche il resell sia sostenibile?
 
I drop esclusivi diventano sempre più frequenti: la quantità della produzione si intensifica e, al contempo, il concetto di disponibilità limitate perde il potenziale sostenibile in modo direttamente proporzionale alla crescita dell’interesse mainstream nei confronti delle dinamiche di rivendita. L’espansione del mercato secondario genera un flusso inarrestabile di binge shopping, privo di consapevolezza e responsabilità, che annulla qualsiasi tentativo di impatto positivo sull'ambiente, in opposizione agli sprechi e all’iper-produzione del settore. Non sarà possibile, quindi, definire il reselling come fenomeno sostenibile, finchè i marchi non introdurranno nuove tecniche di produzione e riciclo.

In conclusione, il segno del reselling, per il 2021: il nuovo anno si preannuncia come un ulteriore periodo molto redditizio in ambito economico-finanziario; sarà l’occasione per raggiungere l’obiettivo di un approccio più etico e consapevole, regolato dagli astri di brand più responsabili e consumatori realmente appassionati. 
CONDIVIDI
Potrebbe interessarti anche...