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Gli orologi con quadrante “Arabic” sono il sogno dei collezionisti
2022-04-11 17:35:01
Rolex Day-Date Arabic
Quando si parla di orologi di lusso, sappiamo che i veri appassionati spesso non si accontentano di possedere i modelli più in voga del momento, ma al contrario preferiscono lanciarsi alla ricerca degli esemplari più esclusivi e più difficilmente reperibili sul mercato. A volte anche solo una cifra del reference number può fare la differenza, facendo lievitare il prezzo in maniera esorbitante.

A tal proposito, negli ultimi mesi sembra si stia sviluppando sempre più interesse da parte dei collezionisti nei confronti dei segnatempo dotati di quadrante “Arabic”, chiamati così proprio per le cifre utilizzate ai margini delle lancette.

Per quanto riguarda la storia di questi particolari modelli, purtroppo non abbiamo tracciato una timeline ben definita riguardo alla loro apparizione sul mercato, anche se sappiamo con certezza che, a partire dagli anni ’50 e fino agli anni ’70 del secolo scorso, Rolex ha deciso per la prima volta di inserire i segnatempo con questa tipologia di quadrante all’interno del proprio catalogo. Si presume infatti che, riconoscendo nel mercato mediorientale delle ottime potenzialità, la maison svizzera avesse deciso al tempo di realizzare questi orologi con simboli tratti proprio dal sistema numerico Hindu-Arabic.

Scomparsi dalla line-up di Rolex quasi per 50 anni, solo nel 2016 l’azienda ha deciso di riproporre questi orologi al grande pubblico, applicando il famoso “Arabic Dial” a un classico Day-Date in platino con quadrante azzurro, apparso negli ultimi tempi al polso di celebrities del calibro di Drake, Jay-Z e Mark Wahlberg, oltre che in un’altra variante cromatica a quello di Dj Khaled.

Sebbene il prezzo di listino fosse già elevato all’epoca (circa 35 mila euro), bisogna tuttavia sottolineare che ad oggi sarebbe molto difficile mettere le mani su uno di questi segnatempo per una cifra inferiore agli 80 mila euro.


Dj Khaled e Drake Arabic

Mark Wahlberg e Jay Z Arabic

Una menzione d’onore va infine rivolta anche ad Audemars Piguet, che già da diverso tempo ha deciso di sposare questo trend e riproporlo anche sui suoi iconici Royal Oak. Un esempio, a tal proposito, è il modello completamente bust-down posseduto da Sfera Ebbasta e mostrato diverse volte dall’artista tramite i suoi canali social.


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