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#StopAsianHate: Chinatown Market cambia nome
2021-03-31 12:50:29
“Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”. A pochi - ma comunque troppi - giorni dalla strage di Atlanta, USA, durante la quale sono state assassinate otto persone asiatiche, Chinatown Market ha annunciato il rebranding ufficiale: nei prossimi mesi, ASAP, il marchio statunitense di streetwear cambierà nome. 
 
In seguito agli attacchi ricevuti da parte dell’opinione social, dal rapporto indignato di @DietPrada alla petizione “Chinatown is not for sale”, sostenuta anche da note personalità del mondo della moda e dello spettacolo, i proprietari hanno scelto di tagliare il cordone ombelicale che legava le collezioni del brand alla vita e alla cultura dello storico quartiere newyorkese. 
 
In un post su Instagram, il brand ha assicurato di voler entrare a far parte del cambiamento, lavorando con i retailer, i leader e i partner, come Urban Outfitters, Footlocker, Puma e Converse, per donare proventi dei prodotti esistenti e finanziare le organizzazioni no-profit che collaborano con la comunità AAPI (Asian Americans and Pacific Islanders). 

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Il mea culpa dell’ormai ex, possiamo dirlo, Chinatown Market, fa sorgere i sospetti sulle reali intenzioni del marchio: ovunque, sul web, si discute in merito alla possibilità che si tratti di una strategia di sopravvivenza e di marketing da parte del brand imputato. 
 
L’iniziativa, da sola, non basterà: il problema esiste da sempre - basta pensare che, solo nel corso dell’ultimo anno, e non delle ultime settimane, le espressioni di disprezzo di Donald Trump nei confronti della comunità asiatica hanno alimentato incessantemente i sentimenti anti-asiatici. 
 
Oggi, ad ogni modo, il brand di Mike Cherman e Dan Altmann si assume pubblicamente la responsabilità del proprio errore. La promessa è quella di entrare in contatto con le comunità AAPI e sfruttare le proprie risorse per promuovere una comunicazione corretta e supportare il movimento #StopAsianHate
 
 
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