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Quali sono i brand d'abbigliamento all'interno della classifica Best Global Brands 2020?
2020-10-21 14:25:34
Nike store 4K
Mai come in questa annata la classifica periodica formulata da Interbrand in merito ai "Best Global Brands" si sta rivelando uno strumento innegabilmente fondamentale per riuscire a comprendere quali siano state le conseguenze che la crisi pandemica ha provocato sui tradizionalmente solidi andamenti delle più grandi realtà aziendali a livello globale che, nonostante in linea generale abbiano manifestato una naturale flessione di vendite per ovvie ragioni, hanno saputo in certi casi dimostrare uno spirito di resilienza ben più forte delle apparentemente indomabili condizioni esogene.

All'interno della classifica 2020 compaiono infatti numerosi marchi di abbigliamento, accanto a colossi della tecnologia, dell'automobilismo e della logistica del calibro di Netflix, Microsoft, Apple, Toyota, Mercedes, IBM, Intel e via discorrendo: il primo fashion brand a ricoprire una posizione d'eccezione nella chart è infatti il marchio sportswear Nike, che si porta alla 14esima posizione con un incremento di valore del 6% annuo, al netto di previsioni di vendita drastiche ad inizio anno.

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La recente classifica presentata da Interbrand attesta Nike al primo posto tra i brand d’abbigliamento con maggior valore nel 2020. Seguono Louis Vuitton, Chanel, Hermès e Gucci. Al 50esimo posto vediamo invece posizionarsi adidas, anche lei in crescita. La tendenza registra dunque un incremento di valore per i marchi sportivi a favore di quelli del lusso, ovviamente a causa della pandemia che ha inciso in parte sulle abitudini e sulle possibilità dei consumatori. Quale marchio avrebbe meritato il primo posto secondo voi?

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Segue poi il filone delle relatà stilistiche la presenza del francese Chanel e del connazionale Hermès, che si portano rispettivamente alla posizione 21 e 28, a testimonianza che il fenomeno del "revenge spending" di fine lockdown potrebbe davvero aver giovato alle due mastodontiche realtà di alta moda.

Anche Gucci mantiene una sana e stabile 32esima posizione, rivelandosi il brand italiano con più influenza all'interno del mercato internazionale, complice anche un Alessandro Michele sempre incredibilmente all'avanguardia e proiettato al commercio senza confini della comunità globale, con particolare riferimento a scenari extra-europei: Marco Bizzarri infatti, CEO di Gucci, afferma che "Ora più che mai abbiamo bisogno del nostro spirito - abbiamo bisogno dei nostri valori, di tutto ciò che ci rende diversi e speciali, per guardare avanti. Parametri come "coerenza" della nostra narrative e 'coinvolgimento' della Gucci Community sono stati la chiave di questo successo. Non è solo uno slogan, il senso di appartenenza a una comunità di persone che credono nella libertà di espressione e nei valori di inclusione e diversità è alla base della creatività di Alessandro Michele". 

Gucci store

Ad accusare i colpi più evidenti sono invece le patrie del fast fasion Zara ed H&M, che non potendo far leva sull'esperienza d'acquisto fisica hanno dovuto raccogliere un -13% e -14% con conseguente preannuncio di chiusura di molti punti vendita, al netto di uno sportswear adidas che cresce discretamente di un buon 1%.

Zara store
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