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La sfilata di Balenciaga è andata in scena sotto a una tempesta di neve
2022-03-06 20:36:55
Balenciaga Fall Winter 2022-23
T-shirt blu e gialle rappresentative dei colori della bandiera ucraina sono state posizionate su ogni posto a sedere accanto a un biglietto firmato da Demna Gvasalia, lo stilista georgiano di Balenciaga che ha provato sulla propria pelle l'orrore della guerra nel corso degli anni '90.

A questo proposito, nella giornata di oggi il designer ha mostrato la propria vicinanza al popolo ucraino nella propria sfilata Autumn/Winter 2022 svoltasi a Seine-Saint-Denis, nella periferia nord di Parigi.

“Viva l'Ucraina, per la bellezza, la forza, la verità e la libertà“: Demna ha spiegato così la motivazione per cui Balenciaga ha deciso di tenere ugualmente l'evento in un tempo in cui “la moda perde il suo diritto di esistere” e “la settimana della moda sembra un avvenimento fuori dal comune”.

Lo stilista georgiano ha infatti esitato fino all'ultimo momento sul mandare in scena o meno la sfilata, in quanto non credeva fosse opportuno allestire un evento di presentazione nel bel mezzo di una delle più grandi crisi geopolitiche del ventunesimo secolo.


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Nonostante la forte esitazione il runway show è andato in scena, e le modelle e i modelli, separati dal pubblico da pareti trasparenti di un padiglione del quartiere fieristico Le Bourget, hanno sfilato in cerchio sotto una tempesta di neve, tenendo i piedi ben saldi alla pavimentazione per non scivolare. Dal punto di vista puramente stilistico, hanno aperto la sfilata abiti neri abbinati a zaini-spazzatura. Alcuni modelli hanno invece sfilato seminudi, indossando esclusivamente boxer e scarpe da ginnastica, con le gambe scoperte, estremamente vulnerabili sotto la bufera. 

“La guerra in Ucraina ha risvegliato il dolore e il trauma che avevo in me dal 1993, quando è successa la stessa cosa nella mia terra natale e sono diventato un rifugiato per sempre”, scrive Demna. “Ho pensato di cancellare lo spettacolo per il quale il mio team e io abbiamo lavorato duramente, ma mi sono reso conto che cancellare lo spettacolo sarebbe stato come arrendersi, rassegnarmi al male che già da quasi 30 anni fa tanto male”.
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