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Achille Lauro, odi et amo: l'intreccio tra musica e look disturbanti
2022-01-29 18:45:13
Achille Lauro
Da qualche hanno Achille Lauro e Sanremo formano un binomio indivisibile e sempre ricco di hype. Nelle scorse edizioni, l’artista romano aveva sorpreso tutti per i suoi brani dirompenti, ma soprattutto per i suoi look che si distaccavano totalmente dalla kermesse sanremese, risultando a tratti disturbanti.

Dopo due anni in gara e un anno in qualità di super ospite, Lauro torna all’Ariston portando “Domenica”, caricando tutti di aspettativa e curiosità, anche perché sarà accompagnato dall’Harlem Gospel Choir, uno dei cori più importanti d’America. Oltre ai brani e al sound travolgente, quello che resta delle performance di Achille Lauro è sicuramente il suo stile. Uno stile che non è soltanto un modo di vestirsi o un travestimento, come lo stesso cantante tiene a precisare, ma è una messa in scena della canzone stessa, una sua proiezione.


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Il sodalizio con l'istrionico stylist Nick Cerioni e il genio creativo Alessandro Michele 

Le sue esibizioni connettono mondi diversi che richiamano musica, moda, cultura, cinema, teatro, non per trasgredire ma uscire dalle zone di comfort e mettersi alla prova. L’intento dell’artista riesce ogni volta, perfettamente, anche grazie al sodalizio con lo stylist Nicolò Cerioni, e con Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci. I quadri con cui nella scorsa edizione Achille Lauro si presentò sul palco dell’Ariston erano proprio ideati da Cerioni, che quest’anno si occuperà anche dello styling di Morandi, Rettore e Rkomi. Nick Cerioni è complice anche dello style glam-rock dei Maneskin, celebre ormai anche oltreoceano. Come dicevamo, il suo obiettivo e quello di Lauro non è cercare consensi, ma puntare sulla forza comunicativa dell'immagine, andare oltre il testo della canzone legando l’esibizione a tematiche politiche e sociali su un palco dall'enorme risonanza, come quello di Sanremo.


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Outsider a Sanremo 2019 con Rolls Royce

Che sia un tailleur con una rosa infilzata, la regina Elisabetta I Tudor, San Francesco d’Assisi, David Bowie o Mina, per Achille Lauro non sono semplici vestiti da indossare o personaggi da interpretare, ma look che portano messaggi di libertà ed emancipazione, un modo per poter veicolare davanti al pubblico, anche quello di altre generazioni, ideologie che sono manifesto del cantante. L’immagine stilistica che abbiamo oggi di Achille Lauro si è allontanata da quella da rapper underground e di cantante punk rock degli esordi musicali, per diventare icona di stile e di tendenza. Per Achille Lauro gli abiti sono chiavi di lettura delle sue canzoni, rendendo spettacolo l’esibizione stessa. Nel 2019 si presenta all’Ariston in una serie di completi firmati Carlo Pignatelli, sbalordendo tutti quelli che lo volevano appunto legato all’ambiente rap.


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Sanremo 2020 e l'omaggio all'ispirazione della sua poetica

Nel 2020 il cantante torna in gara a Sanremo forte del successo avuto con “Rolls Royce”: sulle prime note di “Me ne frego” si libera del lungo mantello nero, mostrandosi scalzo e con una tutina nude lunga fino al ginocchio ricoperta di cristalli. È proprio questo look l’inizio della collaborazione visionaria tra il cantante, Alessandro Michele e lo stylist Cerioni. L’ispirazione è San Francesco d’Assisi che si spogliò della ricchezza terrena per arrivare alla ricchezza liturgica, così Achille si è spogliato delle convinzioni restando nudo e libero. Con il completo doppiopetto verde smeraldo di Gucci, Lauro interpreta David Bowie, pioniere del genderless: la mascolinità tossica è infatti un’idea che il cantante cerca di combattere quotidianamente. È stata poi la volta dell’omaggio alla Marchesa Luisa Casati Stampa, una delle più grandi mecenate del Novecento, con la tunica plissettata in nero trasparente e un maxi copricapo piumato. A chiudere l’edizione 2020 fu la rappresentazione di Elisabetta I Tudor, “la regina vergine”, sfoggiando dei Seventies di Gucci rossi, una blusa di chiffon e il make up di perle in segno di indipendenza, proprio come il bacio dato a Boss Doms per schierarsi in favore delle unioni civili in Italia.


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Cinque serate per interpretare la storia della musica

È il 2021 e Amadeus vuole Lauro sul palco in qualità di super ospite: in ognuna delle cinque sere, il cantante interpreta una tappa della storia della musica, passando dal pop al rock. Indimenticabile la tuta di lustrini con i paraspalle sagomati in argento, le piume rosa sul collo e i capelli turchini: omaggio al glam rock ma soprattutto all’abbattimento di stereotipi dettati dal colore per indicare un genere maschile o femminile, tornati tristemente attuali.


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Che piaccia o meno, Lauro riesce sempre a far parlare di se con performance e idee straordinariamente sorprendenti, e dato che manca ormai poco alla nuova edizione del Festival chissà a cosa avrà pensato per stupirci.
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